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Oskaras Korsunovas e il suo Amleto "contemporaneo"

venerdì 18 novembre 2011

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  • Corriere Fiorentino, 18 novembre 2011

    «Amleto è vivo e parla di noi, dei nostri dubbi, delle nostre angosce».Il regista lituano Oskaras Korsunovas è in arrivo a Pontedera con il suo Hamletas, in scena sabato alle 21 in lingua originale con sottotitoli. E nel rileggere questo capolavoro del teatro occidentale si rifà al noto testo di Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo. Un’opera scritta a metà degli anni Sessanta che ha condizionato intere generazioni di registi, a partire da Peter Brook e Roman Polanski. «Mi piace l’idea di Jan Kott che Amleto sia un copione perfetto per ogni epoca. Portare in scena Amleto significa parlare dei nostri giorni. Non c’è niente di più noioso delle rappresentazioni in stile museo. Uno spettacolo in costume forse può aver senso ha senso in un museo in Inghilterra». In effetti per Korsunovas «l’universalità dei classici risiede nel presente. È importante capire i valori della nostra vita: io provo a comprendere il presente partendo dal passato e il passato partendo dal presente. Per questo uno dei miei principali obiettivi è produrre testi classici come se fossero contemporanei e testi contemporanei come se fossero classici».

    Al centro della tragedia c’è il lacerante dubbio di Amleto, che per il regista è «sopratutto un dubbio intellettuale, che ci permette di riflettere su noi stessi. Ma nel testo non c’è solo questo, c’è anche la superazione del dubbio, che permette di strappare il velo che ci separa dalla realtà». Oltre a questo, Korsunovas sottolinea come Amleto sia «una tragedia sull’inevitabile, e cioè sulla morte. Il celebre monologo "Essere o non essere" è essenzialmente un testo sulla morte». La scenografia dello spettacolo si ispira essenzialmente a un camerino. «Penso che il teatro cominci dallo sguardo di un attore verso se stesso, nello specchio del camerino. Solo guardandosi e vedendosi come un personaggio diverso da sé si può arrivare a una realizzazione sul piano privato e professionale».

    Dopo aver lavorato per anni al Teatro Nazionale della Lituania, Korsunovas ha fondato da oltre dieci anni il suo teatro, l’Okt (Oskaro Koršunovo Teatras) ottenendo successo in tutto il mondo. I suoi spettacoli sono stati rappresentati anche in Svezia, Danimarca, Francia e Germania, passando da sale prestigiose come la Comédie Française di Parigi o il teatro Alexandrunsky di San Pietroburgo. «Sono esperienze molto preziose - dice Korsunovas ‒ anche senza uscire dal teatro, impari molto sulla vita del Paese, perché il teatro rispecchia la cultura, l’economia, la politica e le relazioni umane del luogo in cui nasce».Un successo che lo avvicina al suo collega Eimuntas Nekrosius, che dalla Lituania ha saputo conquistare un successo mondiale. «In Lituania teatro ha sempre occupato un posto importante nella società. Nel periodo sovietico era un’oasi spirituale per la resistenza. Oggi per la società dei consumi è visto un po’ come uno show televisivo, ma esiste ancora un vero teatro e anche un vero pubblico. Il nostro Okt è ormai popolare,seguito da un folto gruppo di spettatori ».

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